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Depotenziare moto: cosa significa e perché è utile

Depotenziare una moto è un concetto che si sta diffondendo sempre di più tra gli appassionati delle due ruote. Ma cosa significa esattamente depotenziare una moto? 

In termini semplici, depotenziare una moto significa ridurne la potenza massima, limitandola a un livello inferiore rispetto alle specifiche originali del veicolo. 

Questo può essere fatto per diversi motivi, tra cui la riduzione dei costi di assicurazione, l'adeguamento alle normative per i motociclisti neofiti (dotati di patente A2) o per adattare la moto alle proprie esigenze personali.

Costo per depotenziare una moto

Il costo per depotenziare una moto può variare a seconda di diversi fattori, come il modello della moto, il tipo di intervento richiesto e la regione in cui ci si trova. 

In generale, il costo non dovrebbe superare i 200 euro.

È consigliabile rivolgersi a un meccanico specializzato o a un centro assistenza autorizzato per ottenere un preventivo accurato e valutare i costi specifici legati al depotenziamento della propria moto.

Depotenziare moto a libretto

Il depotenziamento della moto può avvenire a libretto, ovvero mediante una modifica ufficiale riportata sul libretto di circolazione del veicolo. Questo tipo di depotenziamento è consigliato perché rende l'intervento legale e permette di usufruire di eventuali agevolazioni o vantaggi previsti dalla normativa. Per effettuare il depotenziamento a libretto, è necessario rivolgersi a un centro assistenza autorizzato o a un professionista del settore che sia abilitato a eseguire tali modifiche.

Moto depotenziate A2

In base al il D.M. 8 gennaio 2013, con la patente A2 si possono guidare motocicli di potenza non superiore a 35 kW (47,6 CV) con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che «non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima», ossia 70 kW (circa 95,2 CV). 

Il depotenziamento delle moto di categoria A è possibile dunque se rientra nei limiti della patente A2 (35 kW) e se:

  • la sua potenza originaria risulta pari o inferiore a 70 kW (cioè non oltre il doppio di 35) 
  • il rapporto potenza/peso non supera 0,2 kW/kg

Quali moto si possono depotenziare

La possibilità di depotenziare una moto dipende dal modello specifico e dalle caratteristiche tecniche del veicolo. In generale, molti modelli di motociclette consentono il depotenziamento, ma è importante verificare se il produttore offre kit o opzioni specifiche per effettuare questa modifica. Alcune moto, inoltre, possono richiedere interventi più complessi o specifici per adeguare la potenza alle normative vigenti.

In genere, le moto depotenziabili sono quelle che hanno una potenza originale superiore a quella consentita per determinate categorie di patenti di guida. Ad esempio, per i possessori della patente A2, che permette di guidare motocicli con una potenza massima di 35 kW (47,5 CV), potrebbe essere necessario depotenziare una moto con una potenza superiore a tale limite per renderla conforme alle disposizioni di legge.

È fondamentale notare che il depotenziamento di una moto deve essere effettuato nel rispetto delle normative e delle disposizioni legali vigenti nel proprio paese. Rivolgersi a un meccanico specializzato o a un centro assistenza autorizzato è la soluzione migliore per assicurarsi che la modifica sia eseguita correttamente e che il veicolo rispetti le normative di circolazione.

In conclusione, depotenziare una moto può essere un'opzione valida per diversi motivi, come la riduzione dei costi assicurativi, l'adeguamento alle normative o la personalizzazione delle prestazioni. Tuttavia, è importante valutare attentamente le implicazioni legali, i costi e le modifiche tecniche necessarie per effettuare questa operazione. Rivolgersi a professionisti del settore è consigliabile per ottenere un risultato sicuro e conforme alle norme di legge.

Una moto depotenziata si può ripotenziare?

Sì, in molti casi è possibile ripotenziare una moto che è stata precedentemente depotenziata. Tuttavia, è importante considerare alcuni fattori prima di procedere con questa modifica.

Prima di tutto, è necessario valutare se il motore e i componenti della moto depotenziata sono in grado di gestire l'aumento di potenza desiderato. In alcuni casi, potrebbe essere necessario apportare modifiche o sostituire determinati componenti per garantire la sicurezza e l'affidabilità del veicolo.

Il ripotenziamento della moto coinvolge poi l'installazione di componenti e alcune modifiche specifiche. Queste modifiche possono includere l'aggiornamento del sistema di aspirazione, l'installazione di un nuovo impianto di scarico, l'ottimizzazione dell'elettronica di controllo, la sostituzione dei componenti interni del motore o l'adeguamento del sistema di alimentazione carburante. È fondamentale utilizzare componenti di qualità e compatibili con il modello di moto specifico.

Tuning e messa a punto: dopo aver apportato le modifiche necessarie, la moto richiederà una messa a punto per garantire che funzioni correttamente e massimizzi le prestazioni. Questa fase può coinvolgere l'adeguamento dei carburatori o dell'iniezione elettronica, l'ottimizzazione dell'accensione, l'equilibrio del motore e altre regolazioni specifiche per garantire il corretto funzionamento del veicolo.

Ricordati infine che dal 1° gennaio 2024 i nuovi modelli di motocicli e ciclomotori dovranno rispettare i limiti di emissione stabiliti dallo standard Euro 5+ per poter essere immessi sul mercato italiano.


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